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Accomodazione

L’accomodazione è un meccanismo spontaneo attraverso cui l’occhio riesce a mettere a fuoco oggetti posti a distanze differenti.

All’insorgere di un lieve difetto visivo, soprattutto in giovane età, l’accomodazione riesce a correggerlo permettendoci così una vista ottimale.

Il principale stimolo che porta a questo risultato è la visione sfocata delle immagini; questo infatti innesca la triade clinica, costituita dal muscolo ciliare, dalla convergenza e dalla miosi.

La contrazione del muscolo ciliare determina l’aumento della curvatura anteriore del cristallino. In questo modo viene aumentato il potere diottrico in modo da poter mettere a fuoco oggetti a distanza intermedia, come nel caso della lettura.

La convergenza è il meccanismo grazie al quale le immagini formate sulle due retine si uniscono donandoci un’unica immagine tridimensionale.

La miosi, infine, si realizza a livello della pupilla ed è caratterizzata da un restringimento del diametro pupillare. Questo avviene in condizioni di eccessiva luminosità poiché la sua funzione è quella di regolare la quantità di raggi luminosi che raggiungono la retina. Durante il processo di accomodazione la pupilla sarà miotica per permettere una maggior concentrazione di raggi sulla macula.

In età pediatrica il processo di accomodazione risulta iperfunzionale e può condurre allo strabismo convergente. Con l’invecchiamento, invece, la capacità accomodativa dell’occhio si riduce notevolmente (presbiopia).

Relazione tra accomodazione e difetti visivi

Miopia: in questo caso l’accomodazione concorre a complicare la situazione. L’occhio miope si distingue da quello sano poiché è naturalmente più lungo del normale, e questo comporta una continua attività del muscolo ciliare e, di conseguenza, un’eccessiva accomodazione. A lungo andare questo causa una deformazione del bulbo oculare e, conseguentemente, il peggioramento della vista.

Ipermetropia: nell’occhio ipermetrope il problema è opposto a quello dell’occhio miope; il bulbo è infatti troppo corto. L’ipermetropia affligge molti individui sin dalla giovinezza, spesso addirittura già dalla nascita ma l’accomodazione fa sì che questo difetto non diventi un grande problema. Quando gli anni avanzano, però, anche l’occhio invecchia e l’accomodazione ne risente.

Presbiopia
: l’occhio si dice presbite quando, a causa dell’invecchiamento, diminuisce l’elasticità del cristallino e dunque si riduce la capacità accomodativa.

Astenopia accomodativa
: con questo termine si intende una condizione di stanchezza del muscolo ciliare, e siccome l’accomodazione è strettamente legata al muscolo citato, l’intero meccanismo viene meno.